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DEBUTTA CARNITALY A AGRIUMBRIA 2027. La partecipazione della stampa specializzata

Agriumbria 2027 presentazione a Roma

di Simona Maggi, Presidente Arga Umbria

Agriumbria alza l’asticella. Non soltanto una fiera dove incontrarsi, esporre prodotti e presentare tecnologie, ma una piattaforma capace di mettere in relazione imprese, allevatori, istituzioni, ricerca e territori, creando nuove opportunità di confronto e sviluppo per l’intero comparto agroalimentare. È questa la direzione scelta per la 58esima edizione della mostra nazionale dell’agricoltura, della zootecnia e dell’alimentazione, in programma dal 2 al 4 aprile a Umbria Fiere di Bastia Umbra. Il progetto è stato presentato giovedì 8 ottobre 2026 alla Camera dei deputati a Roma, alla presenza del presidente di Umbriafiere Spa, Antonio Forini, dell’assessora all’agricoltura della Regione Umbria Simona Meloni, del deputato e segretario della commissione agricoltura della Camera, Raffaele Nevi, del sottosegretario al ministero dell’interno Emanuele Prisco e del direttore tecnico dell’Associazione italiana allevatori (Aia), Andrea Bassini. Una partecipazione ampia, che ha visto tra gli altri anche il presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, il sindaco di Bastia Umbra, Erigo Pecci, e i rappresentanti di 3A-PTA, Aaum, Anabic, Anacli e Assonapa, a testimonianza della rete di collaborazioni che sostiene la manifestazione.

Tradizionale la partecipazione di UNARGA, ARGA Umbria e ARGA Lazio. A spingere verso questo nuovo corso sono anche i numeri. L’ultima edizione ha registrato oltre 450 espositori e circa 90mila visitatori, confermando Agriumbria tra gli appuntamenti di riferimento per il settore agricolo e zootecnico del Centro Italia. “Le fiere – sottolinea Antonio Forini, presidente di Umbriafiere – custodiscono una vocazione antica che oggi acquista ancora più valore: far incontrare le persone e permettere loro di conoscere attraverso l’esperienza diretta.” È proprio dalla necessità di accompagnare la crescita della manifestazione che nasce una delle novità più significative del 2027: il Padiglione 10, primo risultato concreto del percorso di sviluppo del quartiere fieristico. 

La necessità di ampliare gli spazi è confermata dalla domanda delle aziende, sempre più interessate a partecipare. “Il nostro polo fieristico di Umbria Fiere – continua l’assessora Meloni – è il più grande del Centro Italia, in una regione che è mediana e che attrae ogni anno tantissimi utenti. Agriumbria è una fiera sempre più importante nel panorama nazionale. Nell’edizione 2027 di Agriumbria avremo più spazi, sono del resto tanti gli espositori dell’evento. L’anno scorso, che è stato il più partecipato, sono state presentate oltre 600 richieste di partecipazione trovando soluzioni espositive per 450. Anche quest’anno Umbriafiere ha avuto dei picchi altissimi, siamo arrivati a 85mila visitatori quindi significa economia per il territorio e sviluppo per la nostra terra”.

La crescita di Agriumbria passa anche dalla capacità di aprirsi a nuove realtà produttive e valorizzare le peculiarità dei territori italiani. Nel 2027 debutterà infatti la formula della regione ospite, che porterà a ogni edizione un territorio a forte vocazione zootecnica, offrendo uno spazio dedicato alle sue esperienze, competenze e produzioni. A inaugurare il percorso sarà la Sardegna, mentre per gli anni successivi la selezione sarà curata da Umbriafiere in collaborazione con Aia e Regione Umbria. Sempre nel Padiglione 10 troverà spazio la preview di Carnitaly, il nuovo format fieristico di proprietà di Umbriafiere Spa che nasce dall’esperienza maturata proprio con Agriumbria. Il progetto sarà dedicato al mondo della carne e delle proteine di origine animale, con l’ambizione di mettere in connessione l’intera filiera. Per l’Associazione italiana allevatori, partner storico della manifestazione, investire nella crescita di Agriumbria significa rafforzare uno spazio di riferimento per le filiere zootecniche. “Agriumbria – spiega il direttore Bassini – per noi è un punto chiave all’interno della nostra strategia come Associazione italiana allevatori. Per noi è fondamentale qualificare questa fiera come punto di riferimento per il Centro Sud in Italia delle filiere di produzione e delle proteine di origine animale. Conosciamo e vogliamo valorizzare il patrimonio della produzione di carne in Italia, è molto importante la biodiversità”.

Il rilancio della manifestazione ha trovato spazio anche alla Camera dei deputati.

SETTIMANA MONDIALE DELL’ALIMENTAZIONE 2026 (12-16 ottobre)

CONSEGNATO L’ULTIMO SETTORE EUROPEO DEL VACUUM VESSEL DI ITER

Fusion for Energy (F4E), insieme ad Ansaldo Nucleare, Westinghouse Electric Company e Walter Tosto, ha completato la realizzazione dell’ultimo settore europeo del Vacuum Vessel di ITER, il più grande esperimento internazionale dedicato alla fusione. Il componente è partito dallo stabilimento Westinghouse di Monfalcone ed è stato trasportato in sicurezza da DAHER fino al sito ITER di Cadarache, in Francia. Il suo arrivo conclude un percorso durato 16 anni e completa la consegna al sito dell’ultimo grande componente di ITER.

La realizzazione del settore è il risultato di anni di lavoro, che hanno coinvolto direttamente oltre 150 professionisti e almeno 15 aziende di tutta Europa, con le rispettive maestranze. F4E, responsabile della gestione del contributo europeo a ITER, che rappresenta quasi la metà dell’intero progetto, ha costruito con i propri partner industriali una filiera unica nel suo genere, basata su competenze specialistiche e sulla capacità di produrre componenti complessi per i futuri reattori a fusione. Grazie a un uso efficiente delle risorse, a un’attenta pianificazione del progetto e all’adozione delle migliori pratiche di produzione, l’Europa ha consegnato tutti e cinque i settori di propria competenza nell’arco degli ultimi due anni. F4E ha inoltre adottato un approccio innovativo, ricorrendo all’intelligenza artificiale per incrociare e verificare i dati raccolti dai team tecnici negli stabilimenti. Il Vacuum Vessel è un elemento essenziale per il funzionamento di ITER. Questo imponente contenitore a doppia parete in acciaio inox ospiterà la reazione di fusione e garantirà un ambiente privo di aria, polvere e impurità. Potenti magneti superconduttori, disposti attorno alla camera a vuoto, manterranno il plasma sospeso, impedendo l’entrata in contatto con le pareti. La camera comprende nove settori, cinque realizzati in Europa e quattro in Corea del Sud. Una volta assemblata, misurerà 19,4 m di diametro e 11,4 m di altezza, per un peso complessivo di circa 5.200 tonnellate. Il componente è stato inoltre sottoposto a controlli estremamente rigorosi per verificarne la conformità ai rigorosi standard dell’Autorità francese per la sicurezza nucleare.

Marc Lachaise, Direttore di Fusion for Energy (F4E), ha sottolineato come la collaborazione tra tutte le parti sia stata alla base di questo risultato. «L’ultimo settore europeo nasce dalla solida partnership tra F4E e il consorzio formato da Ansaldo Nucleare, Westinghouse e Walter Tosto. Abbiamo lavorato come un’unica squadra, in stretto coordinamento con ITER Organization, mettendo a frutto l’esperienza maturata da ITER Korea nella produzione degli altri settori. L’impegno a rispettare i tempi di consegna e la tenacia dei nostri team ci hanno permesso di raggiungere questo traguardo. Si tratta di un componente ad alta tecnologia, realizzato in Europa da aziende europee, in una fase in cui conoscenze e competenze sono decisive nella corsa alla fusione. Attraverso la partecipazione dell’UE a ITER, F4E e le aziende coinvolte contribuiscono a trasformare il potenziale dell’energia da fusione in realtà».

Daniela Gentile, CEO di Ansaldo Nucleare, ha dichiarato: «La consegna del quinto e ultimo settore del Vacuum Vessel realizzato dal consorzio AMW rappresenta il culmine di un importante percorso di impegno, innovazione, collaborazione industriale ed eccellenza. Siamo orgogliosi di aver contribuito a uno dei più ambiziosi programmi scientifici al mondo, dimostrando la capacità dell’industria europea di sviluppare e realizzare tecnologie altamente complesse che contribuiranno al progresso dell’energia da fusione». Luca Oriani, President of New Plant Delivery di Westinghouse, ha commentato: «La consegna di questo settore del Vacuum Vessel rappresenta un risultato importante per Westinghouse e per i nostri partner del consorzio. I team di Monfalcone hanno lavorato per molti anni al raggiungimento di questo traguardo e siamo pronti a mettere la loro esperienza al servizio di futuri progetti della stessa portata in tutto il mondo». Luca Tosto, CEO di Walter Tosto, ha evidenziato il valore del traguardo raggiunto: «Per Walter Tosto, il progetto ITER ha rappresentato una sfida industriale e tecnologica di straordinaria rilevanza. Abbiamo lavorato su componenti unici, in un contesto in cui la tecnologia era essa stessa in continua evoluzione. Proprio questa complessità ci ha permesso di crescere e di sviluppare capacità che ci accompagneranno negli anni a venire. Le conoscenze, le tecnologie e le competenze acquisite resteranno parte integrante del nostro patrimonio industriale».

Per produrre i cinque settori europei sono stati necessari oltre 2 milioni di ore di lavoro e complessivamente 750 km di cordoni di saldatura. La produzione dei segmenti, le quattro parti che compongono ciascun settore, è stata realizzata negli stabilimenti Westinghouse di Monfalcone e Walter Tosto di Chieti. Una volta assemblati, i segmenti sono stati saldati tra loro per formare un unico settore. Il componente è stato quindi trasportato via mare e via terra fino al sito ITER, la sua destinazione finale.

Informazioni di contesto

Fusion for Energy (F4E) è l’organizzazione dell’Unione europea responsabile del contributo dell’Europa a ITER.

Tra i principali compiti di F4E vi è la collaborazione con l’industria europea, le PMI e gli enti di ricerca per sviluppare e fornire un’ampia gamma di componenti ad alta tecnologia, oltre a servizi di ingegneria, manutenzione e supporto destinati al progetto ITER. F4E sostiene inoltre attività di ricerca e sviluppo nel campo della fusione nell’ambito dell’accordo Broader Approach con il Giappone, contribuisce a IFMIF-DONES, ospitato in Spagna, e prepara la realizzazione dei futuri reattori dimostrativi a fusione (DEMO). Istituita con decisione del Consiglio dell’Unione europea come entità giuridica indipendente, F4E è operativa dall’aprile 2007 con un mandato di 35 anni e ha sede a Barcellona, in Spagna.

https://www.fusionforenergy.europa.eu/

Per richieste stampa relative a F4E, contattare: Aris Apollonatos – E-mail: aris.apollonatos@f4e.europa.eu – Tel.: +34 649 179 429

PHYSIS: UNARGA E ARGA MARCHE IMPEGNATI NELLA DIVULGAZIONE

Si tiene a Treia (MC) la 2^ mostra pomologica sulla biodiversità. Si chiama “Physis“ termine greco che vuol dire natura. La madre da cui tutto nasce, principio di vita. Non è soltanto un momento accademico, l’intento è tutelare la biodiversità agraria unitamente alla ricerca scientifica.

Cosi, con il coinvolgimento attivo del territorio, prendono il via tre giorni di divulgazione (8, 9 e 10 ottobre 2026), con momenti di approfondimento e confronto dedicati alla biodiversità agraria. Facile parlare di un argomento che va di moda, ma a Treia le cose si fanno seriamente, non è scontato che proprio a Villa La Quiete (detta anche Villa Spada) è stato impiantato un tesoro di biodiversità.

Non solo parole. Lo scorso anno ci fu l‘inaugurazione di un orto frutteto che raccoglie le specie superstiti, specie rare che non si coltivano più perché considerate improduttive ma di certo tesori di biodiversità e sapore. Oggi tornano a nuova vita e ricominciano a fiorire, fruttificare, come ad esempio il “limone pane”, oppure le bietole a costa colorata, o la mela Ruzzetta.

Coinvolto il territorio agrario, sono infatti gli agricoltori che custodiscono e coltivano il mais quarantino e grano di antiche varietà, oppure le pere antiche di cui si è persa memoria ma che oggi tornano a fruttificare. Le Marche hanno una legge (L. R. 12/2003) che tutela e incentiva la biodiversità sia animale che vegetale. Tutto si svolge nello scrigno di Villa La Quiete, con gli agricoltori primi attori.

C’è la “Comunità del cibo del Maceratese” (giovedì 8 ottobre), gli agricoltori custodi si attivano e fanno sinergia, coordinano le forze, pianificano e condividono le scelte. Le Regioni sono attive, che futuro avrà la biodiversità in agricoltura, forse la legge va aggiornata? Ne parleranno venerdì 9 ottobre 2026. E’ festa della biodiversità agraria sabato 10 ottobre! Si apre ai visitatori il mercato e la mostra pomologica con percorsi visivi e storici per  le diverse età. L’Università di Camerino partecipa insieme all’Istituto Varnelli, scuola alberghiera, come supporto organizzativo.

Non resta che seguire il Comune di Treia e partecipare all’evento internazionale!

A BOLOGNA PARTE NATURA IN NUMMIS, LA MOSTRA DI MONETE DEDICATE A PIANTE, FIORI E FRUTTI

La serie espositiva del Museo Civico Archeologico di Bologna “Il medagliere si rivela” offre, fino al 13 gennaio, un originale sguardo su “Natura in nummis”: cioè, quelle monete il cui tipo dominante si rifà a piante, frutti e fiori.

Curata da Lisa Bellocchi e Laura Marchesini, la mostra spazia cronologicamente dalle più antiche coniazioni greche fino ai contemporanei euro, passando per le serie della Repubblica Italiana immediatamente successive alla fine della Seconda guerra mondiale. L’esposizione, ad ingresso libero nelle ore di apertura del Museo Civico Archeologico di Bologna, mira a spiegare con alcuni eminenti esempi la ragione delle scelte iconografiche che nei millenni hanno effettuato i responsabili delle monetazioni.

Nel mondo della Grecia antica, ci sono “tipi parlanti” come la rosa (“rodon” in greco) dell’isola di Rodi o il sedano (“selinon”) a Selinunte e la melagrana (nel dialetto greco locale “side”) a Side in Panfilia (Turchia). Oppure ci sono tipi che richiamano la principale produzione del territorio: il grano a Metaponto, l’orzo a Leontinoi, la vite (e il vino) a Thasos, la palma da dattero a Cartagine. Nel mondo romano, sia repubblicano sia imperiale, le spighe di grano ritornano spesso, come emblema dell’abbondanza, alla base del benessere e della pace della Res publica. Interessanti anche le piante medicinali, come il papavero e il silfio. Per valorizzare il ruolo salvifico degli imperatori, essi sono spesso rappresentati con corone di quercia (pianta sacra a Zeus) o di alloro.

Nelle prime monete dell’Italia repubblicana, immediatamente successive alla Seconda guerra mondiale, compaiono molti tipi vegetali (arancia, spighe, olivo e vite, ma anche un aratro e un contadino che ara), simboli della base economica agricola del Paese. Le iconografie vegetali giungono anche fino agli euro: Germania, Austria e Finlandia raffigurano le loro piante spontanee più iconiche, per sottolineare l’impegno per la tutela della natura.

Grazie alla collaborazione con Accademia Italiana di Studi Numismatici ed Accademia Nazionale di Agricoltura, alla mostra “Natura in nummis” si affiancheranno incontri di approfondimenti, con interventi di numismatici e di botanici. Il primo incontro, fissato per mercoledì 11 novembre, sulla rosa, avrà come relatori Giovanni Battista Vigna per AISN e Maria Eva Giorgioni per ANA. Al successivo, il 18 novembre, sul silfio e le piante “perdute” interverranno Fabio Pettazzoni per AISN e Alessandro Chiarucci per ANA. Tutte le informazioni su https://www.museibologna.it/archeologico/

L’ENCICLOPEDIA ENOGASTRONOMICA DELLA SARDEGNA DI ALESSANDRA GUIGONI GIORNALISTA UNARGA PER LA SARDEGNA

DOVI E AVPIF FIRMANO UN PROTOCOLLO D’INTESA PER LA TUTELA DELLE VITI A PIEDE FRANCO

di Tiziana Briguglio, Vice Presidente Arga Lazio

L’intesa apre una collaborazione nazionale dedicata a conservazione, ricerca, divulgazione e valorizzazione di un patrimonio vitivinicolo raro, espressione di biodiversità, identità dei territori e sostenibilità.

Custodire le radici più antiche della viticoltura italiana e trasformarle in una risorsa per il futuro. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato ieri ai Bagni Vittoria di Nettuno (RM), dai presidenti di DOVI – Denominazione di Origine dei Vitigni Italici e AVPIF – Associazione Italiana per la Tutela delle Viti a Piede Franco ETS, Mario Lomartire e Silvano Ceolin. L’accordo dà avvio ad un percorso condiviso per proteggere e far conoscere le viti non innestate, testimonianze viventi della storia agricola e del patrimonio genetico dei territori. La collaborazione unirà competenze scientifiche, giuridiche, produttive e culturali per sostenere le aziende, promuovere la ricerca e diffondere una conoscenza più consapevole dei vini ottenuti da vigneti a piede franco. La firma è avvenuta nell’ambito della presentazione del IX Nettuno Wine Festival, al termine di un confronto dedicato alla tutela, alla sostenibilità e alla valorizzazione di questi impianti, con la partecipazione di istituzioni, studiosi e operatori del settore. Tra gli interventi, quelli del giornalista e wine expert Giulio Somma, del ricercatore del CREA Viticoltura ed Enologia Massimo Morassut, della vicepresidente di ARGA Lazio Tiziana Briguglio e della giurista agroalimentare Giovanna Sangiuolo, responsabile dell’Ufficio legale di AVPIF. Il protocollo prevede azioni congiunte per la ricognizione e la catalogazione dei vigneti a piede franco, la costruzione di una rete tra associazioni e produttori, lo sviluppo di studi e progetti di ricerca, la messa a punto di percorsi di valorizzazione enologica e la promozione dei valori ambientali, storici, culturali e paesaggistici legati a queste vigne.

«Con questa intesa vogliamo mettere a sistema esperienze e competenze, offrendo strumenti concreti alle aziende e ai territori che custodiscono i vitigni non innestati», dichiara Mario Lomartire, presidente di DOVI. «La tutela del piede franco unisce memoria e innovazione: significa difendere biodiversità, qualità e identità produttiva, ma anche costruire nuove opportunità di sviluppo sostenibile».

«Il protocollo segna un passaggio importante per la conservazione, la ricerca e la divulgazione dedicate alle uve e ai vini a piede franco», sottolinea Silvano Ceolin, presidente di AVPIF. «Queste vigne rappresentano un patrimonio irripetibile della cultura vitivinicola italiana. Proteggerle significa trasmettere alle generazioni future conoscenze, paesaggi e produzioni autentiche».

L’intesa sottoscritta a Nettuno stabilisce così le basi di una collaborazione stabile e di respiro nazionale. DOVI e AVPIF lavoreranno insieme affinché le vigne a piede franco non restino soltanto preziose testimonianze del passato, ma diventino laboratori di biodiversità, resilienza e cultura del vino capaci di parlare al futuro.

CEREALIA 2026: IL MEDITERRANEO SI RACCONTA ATTRAVERSO TERRA, CEREALI E COMUNITÀ. MEDIA PARTNERS MEDIAQUATTRO, ARGA LAZIO, WINE APP E UNARGA

di Tiziana Briguglio, Vice Presidente Arga Lazio

Dal 12 settembre al 30 ottobre 2026, Cerealia torna a mettere in dialogo territori, culture e sapori con la XVI edizione del festival internazionale “Cerealia. La festa dei cereali. Cerere e il Mediterraneo”. Oltre sessanta appuntamenti attraverseranno Roma e dieci regioni italiane, trasformando luoghi, tradizioni e filiere agroalimentari in occasioni di incontro, conoscenza e partecipazione.

Ad aprire il festival, il 12 settembre, sarà la conferenza internazionale “La dimensione culturale del dialogo euro-mediterraneo”, ospitata nella cornice di Villa Falconieri a Frascati. L’evento, organizzato con l’Accademia Vivarium novum e l’ISMEO – l’Associazione internazionale di studi sul Mediterraneo e l’Oriente, vedrà la presenza della rappresentanza diplomatica della Regione della Catalogna, protagonista del focus internazionale di questa edizione. Il programma toccherà Lazio, Campania, Emilia-Romagna, Sicilia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Calabria, Sardegna e Basilicata, oltre agli eventi che hanno anticipato il festival tra giugno e agosto. La formula diffusa e partecipativa di Cerealia rafforza il legame tra comunità e territori, promuove la divulgazione culturale e scientifica e invita a riscoprire saperi, pratiche e tradizioni costruiti nel rispetto della terra e dei suoi frutti. Al centro dell’edizione 2026 ci sono due ricorrenze promosse dalle Nazioni Unite: l’Anno internazionale dei Pascoli e dei Pastori e l’Anno internazionale delle Donne Agricoltrici. Incontri e conferenze approfondiranno il valore ambientale, economico e culturale delle comunità pastorali e il ruolo decisivo delle donne nei sistemi agroalimentari. Tra gli appuntamenti di rilievo, il convegno “Pascoli e Pastori: dal mito al 4.0”, promosso da INSOR – Istituto Nazionale di Sociologia Rurale e FIDAF- Federazione Italiana Dottori Agronomi e Forestali, con la collaborazione e l’ospitalità di Confagricoltura, in programma a Roma il 29 ottobre.

Le direttrici del Cerealia festival Paola Sarcina e Tiziana Briguglio

Si rinnova inoltre il contributo del CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, con numerose iniziative, e la collaborazione con la FAO – l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura,  nell’ambito della seconda edizione dell’exhibit “From Seed to Food”, in programma al Circo Massimo di Roma dall’ 8 al 12 ottobre. Tra le regioni protagoniste spiccano Sicilia e Sardegna. Ad Alghero, dal 22 al 25 ottobre, una serie di iniziative celebrerà l’incontro tra la cultura sarda e quella catalana alle radici della Dieta Mediterranea: dal ricettario medievale Sent Soví all’opera di Grazia Deledda, passando per transumanze, pani rituali e memorie condivise. Il calendario offrirà anche visite guidate, escursioni naturalistiche, degustazioni di prodotti tipici sostenibili e di prossimità, laboratori per famiglie, performance artistiche e mostre: esperienze pensate per avvicinare pubblici diversi al patrimonio materiale e immateriale dell’Italia. Ispirato ai Vestalia e ai Ludi di Cerere dell’antica Roma, Cerealia è un progetto transdisciplinare di rete promosso da enti privati con l’adesione di numerosi partner locali, nazionali e internazionali. Il festival fa dello scambio interculturale tra i Paesi del Mediterraneo la propria cifra distintiva, intrecciando cultura, alimentazione, ambiente, turismo e dimensioni sociali ed economiche.

Cerealia è un evento eco-friendly e plastic free, impegnato a promuovere comportamenti responsabili e una fruizione sostenibile delle attività. Il Festival ringrazia tutte le organizzazioni, gli enti e le imprese che, a diverso titolo, hanno scelto di sostenere e condividere il progetto. Il programma completo, con attività gratuite e appuntamenti su prenotazione, sarà consultabile dalla fine di agosto sul sito del festival www.cerealialudi.org.

 

FRANTOI APERTI IN UMBRIA DAL 17 OTTOBRE. UNARGA E ARGA UMBRIA TRA I MEDIA PARTNERS. BIODIVENSITA’ E LUOGHI FRANCESCANI

di Michela Federici

L’Umbria rurale si prepara a tornare protagonista dell’autunno italiano con la XXIX edizione di Frantoi Aperti®, l’evento che racconta il territorio attraverso il suo prodotto identitario per eccellenza: l’olio extravergine di oliva. Dal 17 ottobre al 15 novembre 2026, per cinque fine settimana , la manifestazione offrirà un ricco calendario di iniziative dedicate alla raccolta delle olive e alla produzione dell’olio nuovo, accompagnando i visitatori alla scoperta dei frantoi in attività, dell’olio extravergine di oliva, dei paesaggi olivati, dei borghi storici e dell’eccellenza agroalimentare dell’Umbria.

Punto di riferimento dell’oleoturismo italiano, Frantoi Aperti® in Umbria proporrà un programma capace di unire esperienze autentiche nei luoghi di produzione, percorsi culturali, attività all’aria aperta, degustazioni, eventi artistici e iniziative dedicate alla valorizzazione del patrimonio paesaggistico regionale, confermando il ruolo dell’Umbria come destinazione d’eccellenza del turismo esperienziale. L’edizione 2026 assumerà un significato ancora più speciale grazie alla concomitanza con le celebrazioni per l’ottavo centenario di San Francesco. Per rendere omaggio al Santo simbolo dell’Umbria, i tour “EVO&Art Experience”, organizzati nei cinque weekend della manifestazione, accompagneranno i partecipanti in un viaggio che intreccia la cultura dell’olio extravergine di oliva con l’arte, la biodiversità e i luoghi francescani più rappresentativi della regione. I percorsi, effettuati con bus navetta e guide turistiche, attraverseranno le sottozone della Dop Umbria e toccheranno siti che custodiscono la memoria del Santo. Numerose le novità che caratterizzeranno questa 29esima edizione. Debutterà il primo Moto Giro dei Frantoi Aperti® in Umbria, che per tre fine settimana offrirà ai motociclisti differenti itinerari tra paesaggi olivati e borghi storici, con tappe nei frantoi in lavorazione ed assaggio di olio appena franto. Domenica 18 ottobre farà il suo esordio il primo Frantoi Aperti® Trail Run, una corsa a piedi in ambiente naturale tra gli olivi umbri e su sentieri sterrati, destinata ad essere riproposta, nelle future edizioni di Frantoi Aperti, come manifestazione podistica itinerante che coinvolgerà, di volta in volta, i vari borghi umbri aderenti all’evento. Il 18 ottobre tornerà anche la Grande Pedalata lungo la Fascia Olivata Assisi-Spoleto, giunta alla quarta edizione. L’itinerario cicloturistico accompagnerà i partecipanti da Spoleto a Campello sul Clitunno attraversando uno dei paesaggi rurali più rappresentativi dell’Italia centrale, riconosciuto come Paesaggio Rurale Storico, inserito tra i Sistemi del Patrimonio Agricolo di Rilevanza Mondiale della FAO e candidato a diventare Patrimonio UNESCO. L’iniziativa, organizzata dalla Strada dell’Olio e.v.o. Dop Umbria insieme a FIAB Umbria, Spoleto-Norcia MTB, Ciclostorica La Francescana ed il partner tecnico YouMobility, rappresenta uno degli appuntamenti simbolo dell’incontro tra mobilità lenta, natura e cultura dell’olio. Per tutta la durata dell’evento i frantoi in lavorazione saranno il cuore pulsante della manifestazione.

Qui i visitatori potranno assistere dal vivo alla frangitura delle olive, conoscere i processi produttivi dell’olio nuovo, partecipare a degustazioni guidate e vivere esperienze che raccontano la qualità dell’olio extravergine umbro e la ricchezza della biodiversità regionale. Intorno ai frantoi prenderanno vita trekking, passeggiate naturalistiche, escursioni in bicicletta, attività per famiglie e laboratori dedicati alla cultura dell’olio. Accanto all’enogastronomia, grande spazio sarà dedicato all’arte e alla cultura. Tornerà infatti #CHIAVEUMBRA – Sperimentazioni artistiche nel Paesaggio Olivato, progetto curato da Palazzo Lucarini Contemporary che propone installazioni e interventi di arte contemporanea capaci di dialogare con il paesaggio e offrire nuovi sguardi sul territorio. La musica accompagnerà l’intera manifestazione grazie ai concerti nelle vie e piazze dei borghi e delle città d’arte della regione; ed alla rassegna “Suoni dagli ulivi secolari”, con concerti ospitati in alcuni dei luoghi più suggestivi del paesaggio olivicolo umbro, tra monumentali ulivi secolari che rappresentano un patrimonio naturalistico e identitario unico: l’Ulivo Secolare di Sant’Emiliano a Trevi – Colli Assisi Spoleto, l’Ulivo Secolare di Macciano a Giano dell’Umbria – Colli Martani; l’Ulivo secolare di Rajo ad Amelia – Colli Amerini e l’Ulivo secolare di Dolce Agogia – Colli del Trasimeno. Bus navetta, itinerari guidati a piedi ed escursioni in e-bike collegheranno gli oliveti ai borghi e alle città d’arte, dove si svolgeranno feste dedicate all’olio nuovo, mercati di produttori e artigiani, visite guidate, degustazioni, esposizioni di eccellenze agroalimentari e i tradizionali assaggi di pane e olio appena franto nelle piazze. Anche la ristorazione sarà protagonista. Nei cinque weekend di Frantoi Aperti®, gli chef della rete “Umbrian #EVOOAmbassador – Testimoni di oli unici” proporranno speciali menu di terra e di lago studiati per valorizzare gli oli extravergine di oliva dei produttori aderenti alla manifestazione, offrendo ai visitatori un viaggio completo nei sapori autentici dell’Umbria.

Frantoi Aperti® in Umbria è organizzato dall’Associazione Strada dell’olio e.v.o. Dop Umbria, che si avvale di Add Comunicazione ed Eventi, agenzia specializzata nella comunicazione e promozione dell’Olio, dell’oleoturismo e dell’enogastronomia; con il contributo della Regione Umbria, il patrocinio di ENIT, Sviluppumbria, Accademia dell’Olio e dell’Olivo e la collaborazione di tutti gli attori del comparto olivicolo umbro. 

BOLOGNA, 5 SETTEMBRE 2026. TRADIZIONE E FUTURO DELLA COMUNICAZIONE VENATORIA: DALL’INFORMAZIONE CARTACEA AL DIGITALE