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LA FORMAZIONE SUL VINO NEGLI ISTITUTI ALBERGHIERI NEL NOME DELLE VITTIME DI FEMMINICIDIO

L’ 11 marzo, a ridosso della Giornata della Donna, alle 10:30, sarà inaugurata, presso l’IPSAR “Luigi Veronelli” di Casalecchio di Reno (BO), in memoria di Angelo Grando  fondatore della UEG (Union Europèenne des Gourmets) la terza, delle D-VINOTECHE scolastiche, realizzate in Emilia-Romagna, dall’Associazione Nazionale Le Donne del Vino. Media partners UNARGA e ARGA Emilia-Romagna.

Frutto dell’intuizione di Antonietta Mazzeo (giornalista, associata ARGA) e Milena Ferrari, le D-VINOTECHE rappresentano una delle fasi attuative, diversificanti e qualificanti del Progetto D-VINO È CULTURA, finalizzata alla realizzazione di biblioteche tematiche, che raccolgono testi e materiale audio-visivo, inerenti a tutti gli aspetti della cultura del vino, (tecnica, storia, enologia, analisi sensoriale, manuali, atlanti, trattati, romanzi, etc.). Istituite presso alcuni degli Istituti dell’Emilia-Romagna dove è stato realizzato il Progetto D-VINO, le prime due D-VINOTECHE, realizzate in memoria delle socie dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, vittime di femminicidio, Donatella Briosi e Marisa Leo, sono ospitate dall’Istituto Lazzaro Spallanzani di Castelfranco Emilia (MO), e dall’Istituto Istruzione Agraria Alberghiera “G. Raineri – G. Marcora” di Piacenza (PC). La realizzazione del progetto D-VINOTECHE si è resa possibile anche grazie al sostegno economico del Consorzio Tutela Lambrusco DOC. Il Progetto D-VINO è stato ideato, realizzato ed è coordinato dalla Past President Donatella Cinelli Colombini con Antonietta Mazzeo, Roberta Urso e Roberta Lanero, e sostenuto dal fondamentale apporto di Maura Zini dirigente scolastico dell’Istituto Lazzaro Spallanzani e Capofila della Rete del Progetto.

Il Progetto D-VINO È CULTURA, nasce della necessità di formare sul vino e sui territori del vino gli allievi degli Istituti Alberghieri e Turistici, introducendo un metodo di apprendimento basato sull’esperienza pratica e sull’uso della tecnologia. Mette a contatto gli studenti con l’intera filiera produttiva del vino: vigneti e cantine, ristorazione, enoteche, giornalisti e addetti alla comunicazione e al marketing, sommelier ed esperti, perché fra le Donne del Vino ci sono professioniste di tutta la filiera: produttrici, ristoratrici, enotecarie, giornaliste-comunicatrici, sommelier; esperte che sono in grado di esporre e condividere una vasta gamma di esperienze. Il metodo didattico è semplice, e rivoluzionario; poca teoria e molte testimonianze dirette. Una didattica basata su esempi concreti. Gli studenti reagiscono con entusiasmo alla scoperta di sbocchi professionali che neanche immaginavano, soprattutto nei settori più nuovi come la wine hospitality e in generale l’enoturismo, la comunicazione digitale e il wine management. Negli istituti alberghieri, l’accento è soprattutto sul vino e una particolare attenzione viene posta sulle denominazioni e gli abbinamenti col cibo della regione; ma ci sono anche parti più tecniche come, ad esempio, la lettura dell’etichetta e i significati dei termini. In questo tipo di istituti alcuni direttori didattici avevano già introdotto l’insegnamento del vino mentre nelle scuole di indirizzo turistico manca qualsiasi precedente. In questi istituti il tema degli incontri con le Donne del Vino è stato più orientato sui territori del vino e sulla creazione e comunicazione delle esperienze enoiche. La degustazione completa del vino è riservata agli studenti maggiorenni mentre i più giovani vengono limitati alla degustazione vista e olfatto, e imparano a riconoscere colori e i profumi. Fra gli scopi del progetto è compresa l’educazione al consumo responsabile e la creazione di influencer in grado di comunicare ai coetanei le problematiche causate dall’abuso dell’alcol. In questo ambito il racconto di una giovane testimonial contro l’abuso di alcol è sempre stato accolto con grande interesse.

Le Donne del Vino rappresentano un elemento insostituibile e qualificante del progetto formativo del vino come materia di studio, non solo come destinatarie delle visite didattiche, ma perché hanno al loro interno produttrici, ristoratrici, enotecarie, sommelier, comunicatrici, esperte di marketing, e sono quindi in grado di proporre agli studenti un’esperienza diretta di tutta la filiera produttiva del vino. Nel sogno di tutti c’è una nuova generazione di manager che continui la formazione anche dopo il ciclo scolastico, facendo della conoscenza del vino e dell’agroalimentare un punto di forza del proprio profilo professionale.

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