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VERCELLI: ARGA PIEMONTE E UNARGA ALLA SCOPERTA DEL RISO DOP IN ATTESA DELLA PRIMA FIERA INTERNAZIONALE

I giornalisti con il Comitato Vecchia Porta Casale

L’affascinante mondo del riso e della risaia ha il suo centro nella provincia di Vercelli che, in questo 2025,  si propone come riferimento internazionale di questo cereale così variegato e diffuso e dagli utilizzi sorprendenti.

Dopo il successo di Fiera in Campo dello scorso febbraio, la città, nel quartiere fieristico di Caresanablot, si appresta ad ospitare, dall’11 al 14 settembre, la prima edizione di Risò, il Festival internazionale del riso, presentato in anteprima al G7 dell’ agricoltura a Siracusa e che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe sancire la ” candidatura ” della bella città piemontese a capitale mondiale del riso. In una riunione a Roma il Ministro Francesco Lollobrigida e il Sottosegretario Patrizio La Pietra hanno incontrato l’Assessore a Commercio, Agricoltura e Cibo della Regione Paolo Bongioanni, l’omonimo lombardo Alessandro Beduschi, la Presidente dell’ Ente Nazionale Risi Natalia Bobba e il Presidente della Provincia di Vercelli Davide Gilardino. ARGA Piemonte e UNARGA seguiranno la rassegna con giornalisti specializzati sia del comparto agricolo che di quello enogastronomico. Oltre alla parte commerciale infatti la Fiera prevede l’esposizione  di macchinari e tecnologie, eventi culinari e turistici nei Borghi delle Vie d’Acqua e nella Baraggia, unica zona Dop del riso in Italia.

I giornalisti con i titolari dell’azienda agricola Praino

Il Presidente di ARGA Piemonte Fiorenzo Cincotti, il Presidente di UNARGA Roberto Zalambani hanno avuto un’anteprima di quello che può offrire questo affascinante territorio il 9 marzo scorso unitamente a Cristiano Riciputi, redattore di FreshPlaza, il più importante quotidiano europeo on line di ortofrutta edito in Olanda. La Delegazione di giornalisti, dopo aver incontrato Guido Manolli e il Comitato Vecchia Porta Casale, che hanno fornito un saggio gourmet dei sapori della Sagra della Panissa, hanno visitato l’Azienda Agricola biologica Praino di Villarboit con i suoi 50 ettari di coltivazione di riso, accolti dal titolare Gianvittorio Manachino, orgoglioso di far parte della storia degli 80 anni del Riso Carnaroli e dell’ Ente Nazionale Risi, grazie a un percorso produttivo rigorosamente tracciato che inizia in campagna, nella terra e nell’ acqua, e continua in cascina fino al termine del processo “con la soddisfazione impagabile di riscoprire un’ antica varietà quasi dimenticata e di avventurarsi su sfumature di sapore e di profumo inusuali perché da noi si tocca con mano che il riso non è tutto uguale”.

 

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